Nuovo stabilimento di produzione: EMAG si espande in Cina

04/29/2013 - Oliver Hagenlocher


La Cina resta il più importante mercato d’esportazione di macchine utensili per l'industria tedesca. Secondo i dati della VDW (Associazione di costruttori tedeschi di macchine utensili), le importazioni dalla Germania verso la Cina sono aumentate del 13% nel 2012. Tuttavia, il mercato in futuro è destinato a trasformarsi e la concorrenza è sempre maggiore. Con un nuovo stabilimento di produzione nella città di Jintan, il Gruppo EMAG vuole ulteriormente rafforzare la propria posizione in questo mercato. Inoltre, le stesse sedi tedesche trarranno profitto dalla nuova strategia, cioè la progettazione di macchine concepite appositamente per il mercato asiatico.

Da oltre dieci anni il gruppo EMAG è presente in Asia con undici filiali e collaboratori nei settori di distribuzione e assistenza. Questa rete è stata ampliata di volta in volta. Gli specialisti EMAG del posto conoscono già il mercato e le specifiche esigenze di Cina, India, Corea del Sud e Giappone. Ora si passa alla fase successiva: entro la fine del 2013, a Jintan sorgerà il primo stabilimento di produzione cinese del gruppo aziendale. Le fondamenta sono state gettate e al momento si stanno costruendo i padiglioni. "Negli anni a venire vogliamo che EMAG si affermi come costruttore di macchine utensili a livello internazionale" afferma Dieter Kollmar, amministratore delegato della EMAG Holding GmbH. "In passato ci siamo fortemente orientati verso il mercato tedesco ed europeo, mentre in Asia eravamo concentrati soprattutto sulle vendita di macchine speciali. Ora ci sarà un diverso orientamento."
 
Quantità e qualità dei pezzi sotto controllo
In Cina non si tratta solo di un semplice "stabilimento di appoggio". La strategia va molto oltre: verranno progettate macchine compatibili con il mercato asiatico. Le già note macchine VL 2 e VT 2, concepite per la lavorazione automatizzata di pezzi a sbalzo e alberami e con un ottimo rapporto prezzo / resa, dettano la strada da seguire. Gli stessi criteri sono alla base dei torni a caricamento manuale e mandrino principale sottostante, attualmente in fase di sviluppo presso EMAG. "Il mercato asiatico offre grandi spazi per questo tipo di macchine dotate di un'unica tecnologia di applicazione, configurabile in modo specifico per le rispettive esigenze" spiega Dieter Kollmar. Un altro tema importante per la Cina e il mercato asiatico in generale è quello dell'handling: i nuovo torni EMAG sono facili da usare e flessibili per quanto riguarda la modalità di caricamento, che può essere sia manuale che automatizzato. "Con questo tipo di soluzioni possiamo sempre garantire ai nostri clienti asiatici un elevato livello di produttività" afferma Dieter Kollmar.

Anche le sedi in Germania traggono profitto dalla nuova strategia
I responsabili sono convinti che l'intero Gruppo avrà dei vantaggi. Ad esempio, gli ingegneri e i tecnici tedeschi della sede di Salach saranno impegnati nella progettazione delle nuove macchine per l'Asia. "Al momento EMAG produce circa 870 macchine utensili l’anno. Questo numero è destinato ad aumentare enormemente nei prossimi cinque anni. Al riguardo aspiriamo perciò ad un incremento patrimoniale per tutte le sedi". Queste le parole di Dieter Kollmar. Naturalmente il mercato europeo continuerà ad essere importante per l'intera azienda. Per quanto riguarda il settore delle "macchine di produzione", l'Europa è per il gruppo EMAG un mercato di riferimento e si desidera conservarlo come tale, anzi rafforzarlo se possibile. Inoltre con lo sviluppo di macchine completamente automatiche, come quelle della serie VLC e VTC, si vuole definire un nuovo baricentro per la progettazione specialistica. "Noi accelereremo ulteriormente lo sviluppo di queste soluzioni high tech, ed eventualmente le venderemo anche in Cina, Corea del Sud o India. Tuttavia, questi mercati necessitano di ulteriori soluzioni: grazie alla nostra rete mondiale di progettazione e produzione e alle soluzioni su misura per ogni mercato, siamo pronti per il prossimo futuro" - queste le parole conclusive di Dieter Kollmar.

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